PERCHE\' IL PREZZO DELLE LAMPADE E\' SALITO VERTIG - 16/11/2011, ore 09.42
Da inizio 2011 il mondo delle materie prime sta assistendo ad un fenomeno in continua crescita. Per ciò che riguarda il nostro settore, l’esigenza a livello mondiale di realizzare consistenti riduzioni dei consumi di energia, migliorando l’efficienza dei processi e dei sistemi, ha comportato la necessità di utilizzare alcuni dei 17 elementi della tabella chimica in maniera esorbitante. Tali elementi, quali fosfori, europio, neodimio per citarne alcuni, sono oramai entranti nel nostro linguaggio comune raggruppati nella definizione di “terre rare”. Vengono classificati col nome di “terre rare” un gruppo di minerali di importanza fondamentale nel panorama dell’industria ad alta tecnologia, con particolare interesse nel campo dei magneti permanenti, nella produzione di energia ecologica (eolica, solare, ecc…) e nella produzione di lampade ad alta efficienza.
La loro nomenclatura non deve in ogni caso trarre in inganno, in quanto le terre rare non sono poi così introvabili sulla superficie terrestre. Il problema è il loro grado di concentrazione, che deve essere sufficientemente alto per giustificare i costi di estrazione. In genere questi minerali, sono difficili da estrarre sia perché necessitano di procedure inquinanti per la loro raffinazione, sia perché sono mischiati ad elementi radioattivi.
Per questo motivo nei Paesi occidentali è stata sospesa la loro estrazione, mentre la Cina (solo quest’ultima è disposta ad affrontare i costi e i vincoli di inquinamento ambientale che comporta l’estrazione) ha aumentato la propria produzione divenendo un Paese monopolista a livello globale. Questa situazione, nell’arco di un decennio, sta diventando insostenibile in quanto la Cina utilizza il monopolio acquisito come arma economica nei confronti degli altri concorrenti. Inoltre, innalzando i prezzi delle terre rare, il Paese asiatico intende preservare le sue riserve.
Ecco quindi chi c’è dietro questo aumento – assolutamente reale – delle materie prime che finiscono nei bulbi fluorescenti o nei pannelli solari giusto per citare i due esempi . Il paese del sol levante ha infatti rafforzato il suo controllo sulle terre rare e nell’industria mondiale è scattato l’allarme. Negli ultimi mesi l’aumento del prezzo degli elementi essenziali è stato da record e Pechino, da saggio analista capital-comunista qual è, ha deciso che entro l’anno tutta la produzione sarà concentrata in due ex ministeri trasformati in società. Perché? Beh, è molto semplice. La Cina, come evidenziato, controlla il 95% delle terre rare e il costo dei 17 elementi ricavati da esse. Materie che sono le più utilizzate, anzi indispensabili, per le produzioni di alta tecnologia di tutto il mondo. Neodimio, europio – che finisce in tutte le lampadine a tubi fluorescenti del pianeta - sono cresciuti tra l’8 e il 40%. i fosfori, ad esempio, oltre ad essere utilizzati per componentistiche elettroniche, macchine elettriche e per altri utilizzi quale anti contraffazione su banconote, sono di rilevante importanza nella produzione di lampade fluorescenti in quanto consentono di trasformare le radiazione ultraviolette in luce visibile. Tali trattamenti per le lampade incidono per circa il 50% del costo del prodotto. L’associazione internazionale dei prodotti elettrici ha ammesso che nel 2011 il costo delle lampadine fluorescenti è aumentato del 37%. La General Electric, sommersa dai reclami, ha fatto notare che se l’aumento subito dal raro ossido di europio fosse stato applicato al grano, oggi un pacco di pasta costerebbe poco più di 15 euro anziché gli 1,5 attuali. Ma Pechino fa orecchie da mercante e come sempre gioca a piacimento con le regole dell’economia mondiale, attenendosi e bacchettando gli Stati Uniti per il loro debito pubblico quando ha tutti i vantaggi del caso o, come in questo, respingendo le accuse con poco plausibili scuse sul costoso adeguamento tecnologico e di sicurezza delle fabbriche che estraggono e sintetizzano il neodimio che ora finisce stoccato nei magazzini di Shanghai, Canton e Shenzhen. In attesa che il prezzo salga ancora e la speculazione faccia il suo corso naturalmente. Insomma sembra piuttosto chiaro l’ennesimo caso di un alteramento della concorrenza volto a favorire il paese orientale.
Forse il vuoto di potere lasciato dagli Stati Uniti prima, impegnati con le loro crisi multilaterali, o quella economica dell’Europa poi, ha fatto sì che la Cina si potesse permettere di prendere posizioni che solo il paese più potente del mondo può fare. Come questo inciderà sulla nostra qualità della vita questo è tutto da vedere, resta il fatto che, almeno per il momento, comprare una lampadina a risparmio energetico costerà di più. E questo potrebbe essere solo il male minore…
MC ELETTRICI ---> ACCORDI 2011 - Aggiornamento a S - 24/10/2011, ore 12.08
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ASSICURA IL TUO CREDITO - 08/04/2011, ore 17.41
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